Il Contributo Programmatico dei Forum per le Amministrative 2009
venerdì 07 novembre 2008
Introduzione.
Laboratorio per la città metropolitana
Una città non è una cosa, ma un processo, un sistema di elementi che interagiscono tra loro e in mutamento continuo nell’interazione tra noi e lo spazio circostante. Le città formano reti complesse di relazioni economiche, culturali e politiche.
Le relazioni interurbane di prossimità e di lunga distanza coesistono da sempre, come le concorrenze e le complementarietà locali. Le gerarchie del passato oggi cedono il posto all’iniziativa locale egualitaria, relazioni cooperative in una rete policentrica.
L’integrazione da locale a globale dipende dalle capacità di comunicazione tra i livelli locali, regionali, nazionali, mondiali.
Perciò equità urbana è rendere accessibile ad ogni cittadino lo spazio sociale urbano, ma anche l’apertura verso il mondo.
Per la crescita di una città o di un’area si devono coniugare un ampio potenziale creativo con un’alta professionalità, sintetizzata bene dalle “3T” di Richard Florida: talento, tecnologia, tolleranza. L’apertura alla diversità ed alle idee, la creatività spesso sono bloccate dall’arretratezza politica e culturale, non da quella economica. Le società miste innovano più di quelle omogenee.
D’altro canto la città creativa è quella in cui cittadini normali che fanno i più vari tipi di attività e lavori sono protagonisti dell’innovazione in modo che gli esperti o i professionisti della creatività non riescono a prevedere: è quel tipo di città che svolge la quotidianità in modo sorprendente; a volte aree urbane non progettate spesso sono i luoghi dell’innovazione.
Per progettare i futuri alternativi di una città occorre partire dalle domande: “che cos’ha di buono, di speciale?” , “ha raggiunto il massimo di diversità culturale ?”
Per partecipare alla vita urbana lo sviluppo della mobilità è essenziale, come rafforzare un ambito pubblico vivace: la varietà di culture e di stili di vita è una chiave delle città di successo.
Se è vero che le telecomunicazioni ampliano le possibili opzioni di mobilità, aggiungendo alternative virtuali ed espandendo la portata di quelle reali, è anche vero che c’è ancora un forte bisogno di fisicità nelle relazioni: gli abitanti delle città navigano fisicamente e virtualmente.
Ridurre al minimo gli spostamenti obbligati (ad esempio semplificando aspetti burocratici) per favorire quelli scelti e voluti per la cura delle relazioni, si può ottenere anche attraverso la connessione dei flussi e dalla compresenza di generi differenti in uno stesso contenitore spaziale.
Chiavi nuove per aprire vecchie serrature: crescere nel confronto crescere nel consiglio della cittadinanza crescere nello schierarsi crescere nell’elevarsi socialmente crescere nella responsabilità personale crescere nella funzione personale nella vita della società.
In un programma c’è un progetto
Progettare significa compiere uno sforzo per creare nuove alternative, modificando i confini di una situazione, introducendo fattori e valori nuovi, coinvolgendo altre persone. E’ quello che hanno voluto fare i forum metropolitani con il loro lavoro e la sintesi dei contributi realizzata con precisione ed abilità da Paolo Caldesi.
La creatività si occupa di ricercare e produrre alternative valide. Postula che si parta dalle seguenti domande: “si può operare in altro modo?” , “quali sono le alternative?” , “cos’altro si può fare?”. Per trovare alternative occorre fermarsi, per raccogliere le idee. Farlo quando tutto fila liscio è difficile, perché non sembra necessario e perché mettere in dubbio la validità di una soluzione quando questa ancora funziona non è nella nostra cultura.
La cultura occidentale impone di dimostrare che una cosa è errata prima di poter cercare delle alternative: dibattito e contrapposizioni fanno perdere tempo, per ciò si continua a fare le cose sempre nello stesso modo. Altre culture possono riconoscere che il modo di fare le cose attuale è meraviglioso e contemporaneamente cercare un modo diverso di lavorare. Trovati metodi alternativi si confrontano con l’attuale, se non sono più vantaggiosi vengono accantonati.
Perché sforzarsi quando alcune alternative offerte sono già disponibili o date? Perché dare il proprio sostegno “tout court” alla soluzione “a” o “b” è pericoloso. E’ pericoloso perché nella vita reale in gran parte delle situazioni i “no” hanno delle conseguenze e le alternative che noi vediamo sono solo limitate dalla nostra immaginazione e dalla nostra capacità di progettarle. Se partiamo dal rifiuto del concetto che una realtà sia immutabile, limitata, condizionata definitivamente combineremo la capacità di ricerca con quella creativa.
Sono lieta che il nostro partito si voglia prendere il tempo per discutere un programma e per cercare un percorso che generi un ventaglio di alternative, prima di giungere ad una sintesi finale condivisa.
Dove occorre decisione non possiamo aspettare che la soluzione “definitiva” ci piova addosso, ma agire. Perciò anche per le idee c’è un tempo dato, poi si passa all’azione ed un’idea, ancorché perfetta in sé, non ha valore se arriva troppo tardi. Pertanto il tempo della ricerca di alternative deve essere un tempo dato.
Infine, il timore che decidere tra troppe opzioni comporti una fatica maggiore, può essere risolto dai vantaggi che questa fatica può generare, ma anche dall’intuizione, che nelle scelte politiche gioca un ruolo importante.
La crisi che stiamo vivendo, la stagflazione, l’insicurezza del lavoro, il trauma dei mercati, la vulnerabilità sociale e ambientale, la mancata crescita, la mancata valorizzazione del capitale umano…, mi convincono che occorra un modo di pensare nuovo, nuove soluzioni, persone autonome che guardano le cose dall’esterno, che non stanno nel “coro”, che prima non potevano parlare o non venivano ascoltate. Abbiamo bisogno di pensiero indipendente e di ascoltare i cittadini cui chiederemo il voto alle prossime elezioni amministrative. Per questo abbiamo deciso di condividere il contenuto dell’elaborato, che ora consegno al segretario metropolitano e a quello cittadino, con i circoli dell’area ed in tutte quelle occasioni che riusciremo a costruire entro il 30 ottobre, oltre ad inserirlo sul sito dei forum per raccogliere i commenti di tutti coloro che vorranno visitarlo.
Elisabetta Masciarelli coordinatrice forum PD Firenze